Waz Nu?

July 16, 2018 kroy
  • Loot of Gatescrollwizard Dungeon su Lgswd.it
    Gioca o perisci!
  • Spy Story Episodi 1, 2 e 3
    Commedia noir dai toni fantascentifici ma pecorecci.
    Un misto tra Casablanca, Harry Potter ed Enrico Montesano.
  • Giorgio Secondavita Episodi 1, 2 e 3 NUOVO!
    E se il futuro? Domandoni.
    Ma se si potesse tornare indietro, modificare, plasmare il proprio passato...

    Un mondo perfetto si profila per l'umanità, senza programmi pomeridiani in tv o suolette traspiranti. Una distopia ridicola in cui, vi dico subito, c'entra Davide Mengacci.
  • Tutto il resto accatastato
    Oblio, materiale là vicino alla panca degli addominali. Che non ho.
    La panca. Non gli addominali
    .
    Come per ogni buon trasloco, "metto a posto domani".

July 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 1 - Una coccinella vola nel tempo

Giorgio Secondavita logo
Sotto un impietoso sole di Luglio, che non riusciva tuttavia ad arrestare il vento frizzantino e il canto dei passeri, lungo un piccolo vicolo apparentemente sopravvissuto alla tecnourbanizzazione degli ultimi secoli, camminava placido ma deciso un vecchietto, uomo sull'ottantina, vestito d'altri tempi con giacca e cappello di un bel grigio topo, alla mano un bastone da passeggio con intarsiata sul manico una coccinella rossa.

Svoltato l'angolo, l'uomo ferma i propri passi davanti ad una porta color celeste che brilla leggermente; avvicina con sicurezza tremolante il dito legnoso al campanello su cui è riportata una targhetta.
"Seconda Vita - I tuoi sogni. Di nuovo".
Proprio la somiglianza col suo cognome l'aveva portato nelle scorse settimane a decidere di fare una chiamata-mente ai quei tizi di Seconda Vita. Le chiamate-mente ultimamente divenivano sempre più difficili per l'età ed il suo chip telematico aveva subito tre bypass quindi rivolgersi a chichessia era un grande sforzo per lui.
— Sì, desidera?
— Sono Giorgio Secondavita, se mi apre gentilmente ho un appuntam..
— Prego terzo piano.
"Testa di cazzo di un impiegatucolo giovinastro irrispettoso e arrogante" dovette combattere per non pensare.
Con deambulazione rassegnata e sopracciglio perplesso, il signor Giorgio sale sull'ascensore gravitazionale e in pochi secondi si ritrova nuovamente sull'uscio di una porta davanti cui non sembra prevista nessuna ulteriore umiliazione; un ragazzo alto, lungo, con cresta bionda, camice bianco e stivali militari lo accoglie con un sorriso di plastica.
Giorgio entra e fingendo con le sue ultime energie di essere a suo agio si ferma alla reception.
— Buongiorno signor Secondavita, il dottor Kentuckyfriedkitchen la riceve tra qualche minuto, se nel frattempo si vuole accomodare...
Il gesto lo invita verso una poltrona rossa ed alcune riviste buttate alla rinfusa sul tavolo.
Giorgio siede e porta a sè alcune pubblicazioni.
GIVEN TO HORSERACING ("Dati all'Ippica", settimanale dedicato a scommesse sportive e psicofarmaci), HIPS OF THE VIPS (gossip sotto l'ombrellone. In regalo il test di gravidanza che non solo ti dice se sei incinta, ma anche di chi), GRANDI GENI (con lo speciale dedicato a Rodolfo Annuari, il misterioso e strapotente inventore e detentore del brevetto della Pozione Contro la Morte).
Le sottili dita cominciano a sfogliare GRANDI GENI, permettendoci di approfondire la narrazione.
Pagina 69, dal paragrafo dedicato alla nascita del mito Annuari:
"1600 anni fa nasceva Rodolfo Annuari, figlio di Patrizia Mensile e Sam Annuari, lei manager di una grande corporation dedita all'alterazione genetica di prodotti da orto e lui contadino. Nonostante le umili origini egli aveva in pochi anni raggiunto l'apice della notorietà scientifica e, assieme ad un team di scienziati poi misteriosamente morti in circostanze violente aveva dato vita alla creazione che l'umanità con pudore anelava da sempre. L'Elisir definitivo. Il Graal della scienza: la Pozione Contro la Morte.
Essa consentiva definitivamente e senza controindicazioni di annullare l'effetto della malattia più devastante che la razza umana e i suoi antenati avessero mai incontrato, la morte, appunto.
Vari tumulti e guerre nacquero a seguito di quell'invenzione, ma le cronache di quei tempi bui erano incomplete e l'unica certezza storica era che dopo svariati secoli dalla scoperta, la razza umana fu protagonista di un secondo insperato risveglio: la popolazione mondiale si ridusse autonomamente, passando da trenta miliardi di persone a soli sessanta milioni: all'allungamento della vita media seguì una minore esigenza di prole ed uno sviluppo mozzafiato dell'intelligenza razionale, che consentiva interazioni mature e sinergiche con gli altri esseri della terra; l'esperienza e e la maturità acquisite non svanivano con la morte e così libertà propria e altrui e preziosità dell'ecosistema unico e insostituibile diventarono valori fondanti.
La stessa scienza, dopo quell'importante conseguimento, ebbe così tanto da inventare e rendere possibile che non vi era alcun paragone tra quanto l'uomo avesse mai scoperto e quanto invece era stato fatto negli ultimi secoli"
.

Gli scienziati, come tutti gli uomini e le donne che lo desideravano del resto, avevano infatti vite lunghissime e conseguire un risultato, aggiungere exabyte di dati a scoperte in corso o programmare sperimentazioni centenarie, non erano più un problema.

Giorgio continua a leggere: "Ciascuna delle corponazioni della Terra aveva riconosciuto l'indubbio valore dell'invenzione per l'armonia e la pace tra i popoli: persino Googla e Linkedina, corponazioni che si odiavano apertamente fin dalla notte dei tempi, concordarono uno storico armistizio che segnò l'inizio della mai interrotta epoca di pace". [vedi 1]

— Signor Secondavita! Buongiorno, il mio paziente col cognome più bello!
— Buongiorno dott. Kentuckyfriedkitchen.
— Prego entri nel mio ufficio, oggi è un gran giorno per lei!
Una volta dentro, i due si squadrano per qualche secondo ed il primario KFK rompe per primo il silenzio.
— Allora, signor Secondavita, come va?
—Così così, vede, comincio a stancarmi ora che so che manca poco.
— La capisco, la capisco, ma lei è fortunato Secondavita, l'attende una bellissima rinascita! Inoltre lei ha selezionato la costosissima opzione "Ritorno", col quale potrà ripercorrere la sua stessa vita, momento per momento; conscio, non appena raggiunta la prima adolescenza, delle scelte e degli errori fatti e pronto, glielo si augura, a compiere le dovute correzioni.

Viaggi nel tempo: Sì. Era possibile.
Sicuro. Veloce. Una sciocchezza.
Paradossi e linee temporali: bazzecole, si insegnavano alle elementari.

— Sì, sì, quello lo so, non sono venuto per leggere il depliant, mi dica dove spogliarmi e dove lasciare i miei effetti personali e basta!
— Va bene. Ha ragione lei. Chi la trattiene più giovanotto! Si accomodi nella sala accanto e l'infermiera Polpamutti si occuperà di lei. Può lasciare a me il suo bastone da passeggio...
— Il bastone no! Il bastone viene con me!
— Signor Secondavita il bastone con la coccinella ha dato una lettura anomala alla terza prova del time scanner e i nostri tecnici mi hanno caldamente consigliato...
— Ve l'avevo detto, il bastone no. La coccinella viene con me.
Le dita di Giorgio avvvinghiate alla coccinella si muovono nervosamente accarezzandola.
— E... va bene, dopotutto è il suo unico oggetto. Piccole anomalie non sono poi così rare e non si sono mai verificati problemi.
— Hmphf — sospira Giorgio abbracciato al suo feticcio.
— L'oggetto verrà caricato sulla sua linea temporale come dono o ritrovamento, non si preoccupi, lo riavrà tra qualche anno. Mi prometta però che se avrà problemi con esso, mi contatterà con il wormhole temporale Mengacci. [vedi 2]
— Ok, ok, lo prometto, impiastro — bisbiglia l'anziano.
— Grazie, lei è un brav'uomo, Secondavita".
Spogliato e pronto all'intervento, Giorgio si infila nella capsula necro-temporale con un filo di lacrime e il bastone tanto caro al petto.
La capsula avrebbe prolungato la sua vita fisica e spedito l'essenza di corpo e mente nel passato.
Sopra di lui, al di fuori della capsula che si chiude lentamente, il dott. KFK lo scruta con aria seria ma paterna, poi nota le sue lacrime.
— Ahaha, ma lei piange Secondavita! Non pianga, rida, Ahah! Rida, lei è fortunato.
Le scintille ed i boati segnalano l'accensione della capsula.
— Rida, Ahah, Auguri seconda vita, auguri! Lei c'ha un culo della madonna!
L'infermiera Polpamutti ride con lui, fuori dalla capsula; lo staff pure ride e applaude festoso e inquietante.
A Giorgio viene in mente il Frankenstein di Shelley ed il Fantozzi di Villaggio.
"Già, di che mi preoccupo? Si ricomincia, perché piangere?" pensa "Sono fortunato. Silea... arrivo, aspett..."

Pof. Un bel tuffo nell'acqua calda. Temperatura ottimale davvero.
Un brandello della coscienza, della consapevolezza, del ricordo del Giorgio anziano, lo guida per qualche attimo.
Si trova nell'utero. Il contatto con la madre persa anni addietro è toccante e intimo, ma sente che la coscienza gli viene strappata byte per byte e l'ombra di due mani fredde da gigante che lo tirano verso la luce feroce è l'ultimo ricordo della prima vita di Giorgio Secondavita.
Kentuckyfriedkitchen si congratula con lo staff e finita l'euforia della partenza le macchine si spengono tra cappellini di capodanno, lingue di Menelicche e flûte mezzi pieni o mezzi vuoti a seconda del punto di vista.
Tutti i sensori indicano che l'operazione è andata a buon fine.
Il dottore si lava le mani e si spoglia del camice, quando a un tratto nota una chiamata-mente in coda.
"Dottor KFK. Le analisi di verifica del bastone del signor Secondavita sono state caricate nel suo mind-cloud."
— Grazie.
Con un paio di colpi di palpebra scarica l'allegato delle analisi.
—... ma che diavolo...?
— Che significa? Perché il vecchio ha QUELL'oggetto?!?
Gli occhi di KFK brillano di un rosso luciferino.
— Mandate un messaggio nel wormhole, Secondavita deve tornare, dobbiamo ottenere quell'oggetto a qualsiasi costo! Uccidetelo se necessario, il nostro Signore deve averlo!

Agosto 2016, Italia. Alla trattoria Belvedere di Cupra Marittima, sdraiata su un bel colle da cui si può vedere il mare calmo delle Marche, il signor Mengacci Davide, completamente rapito da una tripla portata di arrosticini e olive ascolane, sente fischiare leggermente le orecchie.
— Qualcuno mi pensa — ride fra sé.

(1) Nessuno conosceva la vera origine dei nomi delle corponazioni (corporazioni-nazioni) ma dovevano avere a che fare con le tecnologie ed i prodotti in uso in epoca pre-risveglio. Anche i cognomi avevano un origine simile: per esempio Kentuckyfriedkitchen Giorgio ricordava di aver letto fosse stato un mezzo agricolo, una motozappa forse. O una brillantina. O uno sbuccianespole. Polpamutti? Forse un tipo di salvabuchi per ufficio.
L'irreperibilità o inadeguatezza delle fonti cingeva la storia pre-risveglio.

(2) Il canale temporale Davide Mengacci era un wormhole spazio-tempo naturale situato nei padiglioni auricolari del noto presentatore televisivo. Le dimensioni impercettibili lo rendevano innocuo ed utilizzato da popoli di tutte le razze ed epoche per viaggiare nel tempo, senza che il proprietario ne avesse mai noia o consapevolezza.

Giorgio Secondavita Episodio 1 - Fine.

July 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 2 - Distopia

Giorgio Secondavita logo
— Ehi, fermati, dai che non ti facciamo nulla!
Sui marciapiedi brillanti come marmo, merito degli ultimi ritrovati per un vicinato pulito e decoroso (le suole delle scarpe in gomma nano-igienizzante e la sanzione istantanea per le cacche dei cani. Questa consisteva nel materializzare le feci appena abbandonate direttamente in bocca al padrone maleducato), uno stormo di ragazzini urlanti su biciclette borchiate schiva i passanti e insegue con insistenza un'altra bicicletta.
— Se ti prendiamo sei finito! Ahahah!
Il ragazzo che fugge è sudato e ansimante, nonostante la frescura che Marzo da alcuni giorni stava regalando: un gracile e spaventato quattordicenne con i capelli castano chiari, i primi segni di barba vicino alle basette e la cartella vicina al collasso per i libri di scuola , spedala come non mai per arrivare per tempo a scuola. È in ritardo, ma i bulli che lo inseguono stanno facendo il possibile, loro malgrado, per farlo arrivare in orario.

Uno di loro estrae dalla giacca in pelle una 44 Magnum colorata di rosa e lo mira alla schiena. Spara un colpo, emettendo un effetto sonoro da Atari 2600, e lo manca, lasciando sul marciapiede una gomma simile a una Big Babol. Quelle rosa all'uva, per intenderci.
Il gruppo di bici con in testa il giovane fuggitivo, svolta di novanta gradi lungo una curva percorrendo la strada priva di traffico o semafori. Gli unici rumori che si possono udire sono i versacci del gruppo di babbei e lo sferragliamento delle bici e delle borchie, oltre al grido umidamente soffocato di un padrone di uno yorkshire gigante che, distratto dalla bagarre, non si era fatto trovare pronto con paletta e sacchetto.
Un altro colpo dalla pistola rosa prova a raggiungere la bici del poveretto che scappa. Lo manca ancora, ma questa volta fa tempo a colpire una procace milf che porta in giro il suo cucciolo di T-Rex clonato: viene spinta indietro e grida dolorante, ma in un attimo prende fiato e grida: "Dannati mocciosi e le vostre pistole a vitamine, se vi prendo vi aizzo contro il mio Flintstone! È vero Flintstone? È vero pucci-pucci?" sviolina la signora inbellettata al suo dinosauro da passeggio, che in tutta risposta scorreggia indifferente.
Finalmente, la scuola!
Senza perdere in velocità, l'adolescente in fuga lancia la bici sugli smaterializzatori che provvedono a farla sparire in un lampo di luce, parcheggiandola in una non-dimensione Mengacci fino a nuovo richiamo, e si precipita all'ingresso, varcando la soglia dell'istituto scolastico. I bulli si fermano davanti al portone senza scendere dalle bici, impossibilitati a proseguire come un milardario che si trovi obbligato a fare una spesa alla Coop. Hanno tutti qualche anno di più della loro vittima e facce che li fan sembrare la prole di primo letto dei cattivoni classici di Kenshiro.
— Sì, sì, scappa. Tanto poi ti aspettiamo fuori, vigliacco!

La campanella suona segnalando l'inizio della prima ora. Correndo il giovane percorre il corridoio spoglio e asettico e schiva gli ultimi alunni che come lui stanno rischiando una nota. O peggio. Una nota sul registro. O peggio ancora. Una dose di libri di testo extra.
La porta della classe è ancora aperta, il ragazzino si introduce con fare furtivo ma veloce e in un attimo è dentro. Il prof non è ancora arrivato, per sua fortuna. Chi in piedi, chi già al proprio banco, la classe è al completo.
Andando di corsa al proprio posto, il teenager lancia un'occhiata furtiva all'angolo opposto dell'aula. Appoggia la pesante cartella criminale e, deretano sulla sedia, la vede. Silea Negri.
La più bella della classe. Secondo lui, almeno.
I due incrociano i loro sguardi per una frazione di secondo e un lieve e quasi impercettibile sorriso di lei si tramuta in freddezza, quando si accorge di essere osservata dalla vicina di banco, con cui comincia subito a chiacchierare ridendo.
Un effetto sonoro tipo Galaga introduce l'ingresso dell'insegnante nell'aula.
— Buondì a tutti. Immediatamente, collocati saldamente alle vostre postazioni! — dice il professore di preistoria pre-risveglio — Non indugiamo che il tempo prosegue imperterrito.
Una pistola fumante color lillà, simile a quella usata dal bullo durante l'inseguimento, fuma ancora in mano al professore. Una Big Babol rotola per terra.

(Quando i governi mondiali dovettero dare una risposta ai sempre crescenti interessi dell'industria delle armi, accettarono che l'uso di armi da sparo diventasse di uso comune, comunissimo, anche tra i giovanissimi. Un compromesso ritenuto da ambo le parti accettabile fu di fornire le armi di proiettili non letali composti interamente da vitamine. I benpensanti si dissero: "Se proprio bisogna sparare, che almeno lo si faccia pensando alla salute. Non si potrebbe avere qualche effetto sonoro vintage, magari?". Nonostante questa stramba soluzione —i proiettili venivano assorbiti all'istante dalla pelle senza lasciare ferite— erano armi con alto potere di arresto e qualche volta ci scappava il morto se uno non mirava bene. Inoltre facevano un dolore porco. Inutile dire che il Ministero del Tutto con delega all'Istruzione le adorava e, anzi, le incentivava tra gli insegnanti).

— Diamo inizio all'appello: Alberta Aiazzone.
— Presente!
— Arturo Nintendo.
— Presente!
Come già accennato, i cognomi erano un retaggio dell'epoca pre-risveglio e nessuno ricordava più la loro origine. Un groviglio confuso di informazioni alla rinfusa e senza passato.
Il nostro ragazzo vaga col pensiero verso altri lidi, come capita sempre nei momenti meno interessanti.
La mamma gli aveva mandato una chiamata-mente durante la fuga in bici. Diceva che era stato recapitato un pacco per lui. Non aveva ordinato nulla da Amazin' o da E-bye. Chissà se quei farabutti che lo inseguivano erano ancora là ad aspettarlo. Ci mancavano loro. La quarta ora quella di Terrapiattismo interroga e lui non aveva nemmeno...

— Giorgio Secondavita.

I castelli tra le nuvole di Giorgio cadono come castelli tra le nuvole.
— Signor Secondavita, è ancorato alla nostra realtà o ha deciso senza rimpianto alcuno di farci irrimediabilmente smarrire ulteriori preziosi minuti?
La cantilena prolissa lo riporta alla realtà. È proprio un rompipalle, questo.
— S-si, presente, mi scusi prof.
— Umpf.
L'appello prosegue senza intoppi ripartendo da Intima Carinzia per finire qualche secondo dopo con Zorro Wurstel.
La lezione inizia, ma Giorgio è perennemente altrove coi pensieri. Ricorda di essere ripartito d'accapo dai laboratori di Kentuckyfriedkitchen, ma i dettagli della sua vecchia vita, man mano che passa il tempo, perdono di intensità e, fatto ben strano che non aveva previsto al momento di tornare indietro, anche sapendo come evitare un errore fatto in passato, qualcosa, qualcuno dentro di lui, gli fa ripetere lo stesso errore o gli procura guai peggiori. Si sentiva spesso, in quei casi, come un giocatore di poker che dopo essere finito al verde, si rifugiava nella sua autoconsolatoria, inguaribile, eroica propensione ai piaceri del rischio.
Il professor Mastrolindo (questo il nome del logorroico insegnante di preistoria pre-risveglio) viene interrotto proprio durante un flusso di parole potenzialmente letale che stava per addormentare tutta la prima fila di banchi.
— .. ed è proprio allora che l'umanità... Scusatemi un attimo.
Il professore sbatte le ciglia, leggendo una chiamata-mente appena ricevuta.
— Una richiesta del preside. Giorgio Secondavita convocato in segreteria.
"Sicuramente una rottura di scatole in arrivo". Giorgio adorava le lezioni di preistoria pre-risveglio tanto quanto detestava il prof. Mastrolindo, ma quel giorno si sentiva talmente distratto da non riuscire a seguire nulla.
— Subito, professore — risponde Giorgio, fingendo dispiacere per l'imprevisto che gli avrebbe concesso qualche minuto fuori dall'aula.
Fatto strano, Giorgio avrebbe potuto giurare e spergiurare, per quanto sia impossibile ricordare ogni cosa successa tanto tempo prima, di non aver mai visitato la segreteria, quella mattina di Marzo.
Con rinnovata spregiudicatezza, alzando tra sé le spalle, si dirige verso la segreteria. Dell'esperienza, della furbizia e della diffidenza cauta che lo caratterizzava da anziano, Giorgio dovette presto accettare di non sapere più che farsene, come vestiti che non gli entravano più.

Giorgio Secondavita Episodio 2 - Fine.

July 16, 2018 kroy

Giorgio Secondavita Episodio 3 - Rotowash e ParaFlu

Giorgio Secondavita logo
Arrivato senza fretta al corridoio della segreteria, Giorgio vede uscire dalla porta due omoni alti e robusti, in completo e occhiali neri. Chissà chi sono. Aspetta che si dileguino del tutto e ormai curioso come un gatto sotto acido, si decide ad entrare.
Il preside sta confabulando con due ospiti e non appena Giorgio entra, tutti taciono e lo fissano all'unisono. Gli omoni sono uguali identici ai due figuri che avevano lasciato l'ufficio qualche secondo prima. Ma questo non è possibile, deve trattarsi di una somiglianza. O un'allucinazione.
La segreteria era un piccolo ufficio quadrato con le pareti bardate dagli stemmi delle squadre di nascondino della scuola (nascondino era diventato uno sport olimpico e l'istituto Gluck, la scuola di Giorgio, aveva i suoi campioni e le sue tradizioni), le foto dei presidi precedenti e quella immancabile di Rodolfo Annuari, oltre ad altre in cui qualcuno stringeva la mano a qualcun altro sorridendo e facendo intendere l'importanza storica del momento immortalato.
— Buongiorno Giorgio — dice pacatamente il preside — accomodati pure. Ti ho fatto chiamare perché questi signori del Ministero del Tutto hanno bisogno del tuo aiuto.
— Il mio aiuto? Per cosa?
— Piacere, signor Secondavita — si presenta uno dei due uomini in nero — sono l'agente Rotowash e lui è l'agente ParaFlu.
Rotowash era muscoloso, di pelle nera e sembrava un buttafuori di una discoteca di Riccione, senza però condividerne la grazia e la gentilezza. ParaFlu era più anziano, bianco e con le guance sfegiate da cicatrici, ma abbellite dal fondotinta. Entrambi avevano l'espressione imperscrutabile di chi indossa occhiali scuri per spiare senza generare sospetti le minigonne in metropolitana.
— Siamo qua per accertarci che lei possieda un oggetto molto prezioso per il Ministero. Ha per caso presente di cosa parliamo?
— ... parliamo? — gli fa eco ParaFlu.
A Giorgio viene in mente il pacco di cui parlava la mamma.
— Nossignore, non ho presente.
— Capisco — sorride l'agente, visibilmente poco persuaso dalla risposta del ragazzo — Posso fare affidamento sulla sua collaborazione in caso venga in contatto con questo oggetto?
— ... oggetto? — ripete ParaFlu.
— Sicuro ("Come no"), e di che oggetto stiamo parlando, se posso, signore?
— Per ragioni di sicurezza internazionale non posso esporla a queste informazioni, mi spiace; le posso però dire che lo riconoscerebbe sicuramente e che appartiene a una persona che glielo ha lasciato, ma per lei è inutile e pericoloso, se ha voglia di fidarsi di un amico.
— Sarebbe lei l'amico? — risponde Giorgio abbandonando il basso profilo tenuto finora.
— Giorgio Secondavita — lo intima con rigore il preside — le ricordo che siamo tenuti tutti a collaborare con la legge. La prego di offrire spontaneamente il suo aiuto ai nostri ospiti.
A un'analisi più attenta il preside aveva le dita e un angolo della bocca sporche di cioccolato. Una scatola di Baci Perugina faceva capolino da sotto la scrivania del preside. L'avevano corrotto.
Da qualche attimo, nella mente di Giorgio stava prendendo forma un ricordo, una sensazione di qualcosa di incompiuto; come quando cercava di ricordare un sogno appena sveglio. Aveva solo bisogno di stare un po' da solo, concentrarsi, ma quel terzo grado tirava per le lunghe. Doveva fare buon viso a cattivo gioco, perché non aveva mai vissuto questa scena nella vita precedente e non aveva idea di quali sarebbero stati gli esiti.
— D'accordo, signore. Mi si presentasse l'occasione, rimarrei a disposizione. Come faccio a contattarla?
— Le ho lasciato in memoria il mio numero, in caso volesse farmi una chiamata-mente.
— ... mente.
Giorgio sbatte le palpebre e verifica il nuovo indirizzo nel mind-cloud.
— ... mi chiamo Agente Rot...
— Agente Rotowash, sì, e lui è l'agente ParaFlu, ho capito.
— Lei è un bravo ragazzo, Secondavita.
Un dejavu fortissimo. Una serie di emozioni dimenticate, che prendono senso e forma saccheggiando lettere dalla busta di Scrabble dell'etere.
"Lei è un brav'uomo... Lei è un brav'uomo, Secondavita... Brav'uomo...".
Il dottor... Kentuckyfriedkitchen aveva pronunciato quella frase?
Possibile che c'entrassero il dottor KFK e l'agenzia Seconda Vita, con cui condivideva l'appellativo e che lo aveva aiutato a tornare —e rivivere— nel passato? Che oggetto cercavano i due gorilla? Lavoravano davvero per il Ministero?
I due agenti con passo coordinato lasciano l'ufficio del preside senza aggiungere una parola. Quest'ultimo, desideroso di continuare ad abbuffarsi, congeda Giorgio con un gesto della mano più eloquente che educato.
Turbato dalle novità come un cane dalle sue scorreggie, Giorgio si allontana chiudendosi la porta alle spalle, stupito di essere stato lasciato andare. Forse si era preoccupato eccessivamente.
Un'ultima occhiata alle sue spalle gli gela il sangue: Rotowash e ParaFlu, che avrebbe giurato di aver visto uscire coi suoi occhi, entrano in segreteria con una confezione maxi di Baci Perugina ancora intonsa sotto il braccio.
— Cosa cavolo succede, oggi — mormora fra sé il nostro protagonista.

La giornata per Giorgio procede normalmente, senza altri traumi. Né l'indifferenza di Silea né l'interrogazione di Terrapiattismo (che da quell'anno scolastico sostituiva quella di religione, carpendone l'essenza e gli scopi), erano riusciti a turbare il resto della mattinata che si era rivelata invece carica di ricordi tranquillizzanti.
Finita la quinta ora di lezione, gli studenti al suono della campanella lasciano l'edificio non intrecciandosi, per comodità dell'autore, con la trama principale.
Giorgio attende che quasi tutti siano usciti e si affaccia guardingo dal portone: i teppisti con le bici lo attendono all'angolo, rompendo l'attesa con furti ai danni dei bimbi dell'asilo nido e facendo brillare formicai con interi pacchi di mini-ciccioli.
Anche i due agenti Rotowash e ParaFlu sono appostati poco più avanti, malamente e poco astutamente mimetizzati dietro un distributore di preservativi.
— Qui si mette male, molto male...
.

Giorgio Secondavita Episodio 3 - Fine.
Episodio 4 coming soon.

June 16, 2018 kroy
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Spy Story Ep.1 - I still love you

Erano ormai le 21.10 e tutto sembrava avvolto da un'aura pericolosamente pacifica.
Dal televisore Maria De Filippi moderava la conversazione tra un grosso contadino di Lugano e una casalinga di Noicattaro in cerca di un compagno fedele che la porti al circolo del burraco senza troppe storie e senza guardare le diciottenni. Una modesta ma ordinata libreria esponeva la sacra Bibbia e la collezione completa di Geppo il diavolo buono.

Giovanni guarda nervosamente l'orologio. "Perchè il servizio in camera è sempre così lento e inaffidabile?"

Una volta dovendo un favore ad un pericoloso sicario di Pugnochiuso, dovette attendere quasi 3 ore per la consegna di due uova strapazzate e un chinotto, tanto che il lavoro al momento dell'arrivo del servizio in camera, era già bello che concluso; lui fuggito dalla finestra, il cameriere pallido in viso come le uova che portava nel vassoio ed il ragionier Filini, riverso nel sangue, reo di aver macchiato l'onore della figlia del boss; due pallottole ben piazzate tra le scapole con a fianco un biglietto da visita (in cartoncino, stampato in un supermarket): "Giovanni Grattini - Professional Killer - Chiuso il Lunedì".

Ancora uno sguardo ansioso all'orologio, già le 21.15. Anche il fedele compagno da polso sembra a disagio con la gestione del tempo, come se avesse passato gli ultimi 5 minuti a fare avanti e indietro con le lancette per puro dispetto.
Lentamente, Giovanni si alza dalla trapunta color latte del letto singolo, si avvicina alla giacca, appoggiata con cura su una sedia lì vicino (perchè il momento della fuga è imprevedibile e la giacca è importante per un killer) ed estrae un astuccio bordeaux in eco-pelle.
Avvicina con aria perplessa e scettica il bocchino della sigaretta elettronica alle labbra asciutte di sete.
"Se hai paura di morire, dovresti smettere di fare il killer" gli diceva sempre sua mamma Abelarda. E proprio non capisce come si era fatto infinocchiare da quella petulante venditrice porta a porta della SSSMM (Smoke Safe Smoke Much More) che vendeva accessori per smettere di fumare ed estintori.
Tutto per salvar vite che (a volte, vuoi il caso) tocca poi a lui di stroncare. Una boccata di aroma alla menta. Inspira, deglutisce.

D'un tratto, un colpo al cuore.
Quel profumo.

Un'onda si leva impetuosa nel suo petto. Non è la sigaretta col suo odore di menta di merda e, mentre lo pensa, sente gocce di sudore sulla tempia ed il corpo reagire a emozioni non proprie dell'istinto omicida, ma piuttosto della speranza e dell'illusione. La speranza è male, per quelli come lui.
Riacquista lucidità . Quel profumo non è immaginazione, è vivo e arrogante come se "Lei" fosse là con lui, nella stanza 14 dell'albergo "Tresette con la Piera". Una fragranza ammaliante di serate d'autunno, primavera ed estate che unendo i loro terpeni danno vita ad una quinta stagione, fatta di sussurri e momenti passati con Lei (l'inverno non ha odori, non rompete. NdMe).
Giovanni lascia posto al suo alter-ego senza scrupoli, appoggia la sigaretta elettronica sul comodino senza fare rumore, estrae la fida arma, sfregiata da tacche sul calcio in madreperla, ma impreziosita da alcuni adesivi dei Pokemon, spegne luce e TV e scalzo, si alza lentamente procedendo verso la porta.
Si concentra sui risultati conseguiti con enormi fatiche nel corso del suo addestramento in Siberia che lo rendono uno degli uomini più pericolosi sotto il metro e sessantotto di altezza. Un passo dopo l'altro, i calzini muniti di silenziatore di Giovanni si avvicinano all'ingresso, collaborando con la moquette verde e pungente perchè non vi siano rumori.
Un predatore.
L'uomo è in pochi attimi con la schiena sulla parete accanto all'uscio, silenzioso a parte i battiti del suo cuore che rimbombano nell'orecchio.
Il profumo è ormai così intenso che quasi lo infastidisce, lo spazientisce, allternando dentro di lui sentimenti primordiali di autoconservazione e affetto. Basta attimi, non ne posso più, ora agisco, pensa Giovanni, ora o mai più! La mano sulla maniglia in ottone si gira, la porta si spalanca ed in poche frazioni di secondo tutto è esposto, chiaro, accessibile.
La paura e la tensione si diradano, come nuvole che scappano da un temporale all'altro.
Lui, Giovanni, lei, Ada, di fronte, coi loro giocattoli pericolosi puntanti minacciosamente alle rispettive fronti, tutto immobile.

Lei sorride. Lui sorride.

Ed un istante dopo, il tempo ha ricominciato a scorrere, la porta è di nuovo chiusa, le pistole innocue abbracciate con amore sulla moquette. Ada lo travolge quasi suo malgrado spingendo entrambi sul letto ed il profumo ormai totalizzante lo avvolge, ricordandogli le notti e le missioni svolte assieme, prima che li separassero, prima della guerra.
Lei lo bacia con forza e Giovanni sente come altre volte prima di allora la mani, la lingua, le labbra di Lei che lo violentano e cercano di inglobarlo, mentre il naso in un incontro di Sumo col suo, spinge irrispettosamente per entrargli in faccia.
L'umido della bocca lo sconvolge e la lucidità lo abbandona e Lei è troppo intrigante e calda e umida e morbida e lui può solo accettare quel che succede, lasciando scorrere gli altri pensieri via (cose come Marco Columbro, il Cluedo di Scooby-Doo ed il sicario incaricato di ucciderlo quella notte, che Giovanni sperava di prendere di sorpresa).
Le mani si accarezzano prima gentilmente poi sempre con più forza, Ada si spoglia fissandolo, palesemente desiderosa dei suoi suadenti colpi di bacino, Giovanni frettoloso di giungere in punti di Lei tanto interni da sentirsi al sicuro da tutto quel dolore.
Durante quel dolce momento d'amplesso sulla trapunta color latte, Giovanni pensa che morire assieme ha un altro sapore e che assieme ad Ada - con Lei sì, è una cazzata, ma sì - in quel momento, può dimenticare la missione ed il terribile rischio che il sicario del Dott. Cagnozzo li possa trovare e freddare assieme, abbracciati, ma non più soli.

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June 16, 2018 kroy
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Spy Story Ep.2 - Strange kind of Woman

Giovanni suda. Tornato da pochi giorni dal suo addestramento in Siberia, trova il clima autunnale di Lodi fin troppo caldo.
Si asciuga con un fazzoletto la fronte imperlata di sudore e torna a guardare nel mirino.
La vittima è un influente imprenditore locale che senza sapere di essere osservato, si muove avanti e indietro nel suo lussuoso open space. La missione è semplice per un fuoriclasse come lui. Uccidere il suo uomo facendo sembrare il tutto un incidente.

Ancora sotto shock per il ritardo di diciannove ore del volo Alitalia dalla Siberia, che faceva sembrare le lotte a mani nude con gli orsi polari una non-stop di episodi dei Teletubbies, il killer combatte per tenere la mente sul suo compito e valuta pro e contro di tutti i modi in cui compiere il suo macabro dovere: potrebbe sparare un proiettile di gomma quando la vittima pulisce l'arma per simulare un colpo partito accidentalmente, oppure attendere che esca per strada e mirare a qualcosa che cada fatalmente sulla sua testa o avvicinarlo fingendosi una prostituta e inscenare dopo averlo strangolato un brutal face sitting troppo focoso. Tutte soluzioni praticabili.
Poi una luce lo avvolge, lo circonda ed il corpo lo abbandona. Non capisce come, ma tutto d'un tratto non è più lui. E' un altro. Si trova in una camera ed ha paura e soffre per le pallottole che ha nelle gambe. Indietreggia sul pavimento, lasciando una scia angosciante di sangue dietro di lui, il terrore lo fa allontanare da qualcuno, qualcuno che lo insegue, nella penombra di quella stanza. L'aggressore fa qualche passo verso la luce e mentre ricarica l'arma per finire il lavoro svela parte del suo viso. E' una donna. Bellissima, coi capelli corti e gli occhi neri. E' Ada.
Ada con fare glaciale ricarica l'arma e spara in viso alla sua vittima.
Giovanni torna con la mente, lucido, al suo imprenditore, al fucile, al volo Alitalia, ai lavandini che gli uomini possono usare come bidet e le donne no (no, questa è un'altra cosa, colpa mia. ndMe).
Cos'era successo? Perchè aveva un ricordo simile? Giovanni avrebbe giurato di aver vissuto davvero quei momenti, quel dolore ed aver visto Ada, pur non avendo mai vissuto nulla di simile. Ada è viva? Non aveva sue notizie da cinque anni. Cos'era successo nella sua mente, di chi era quel ricordo? Possibile che fosse frutto della sua sola immaginazione, magari a causa delle severissime prove cui era stato sottoposto in Siberia?
Sono interrogativi cui vorrebbe dedicare più attenzione, ma il dovere lo chiama con sempre maggiore insistenza, come un bimbo che strattona la mamma perchè il gelato al puffo è franato sui pantaloni del signore col tatuaggio "Charles Manson is God", seduto accanto.
Giovanni mette via il fucile, con cura, riponendo ogni pezzo nella custodia. E' quasi sera.
Tira fuori dal fidato zainetto Invicta una parrucca rossa da donna e calze a rete.
"Vada per il brutal face sitting".

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June 16, 2018 kroy
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Spy Story Ep.3 - Boulevard of Broken Dreams

Tra un bacio e una carezza, i ricordi riaffiorano rapidamente. Giovanni ricorda la volta in cui lui e Ada adolescenti si scambiano l'ingenua promessa di stare per sempre assieme, nonostante entrambi stiano per lasciare il luogo in cui sono cresciuti come fratello e sorella. O quando si nascondevano nel fienile a fumare le sigarette rubate ad Alfredo, il proprietario della porcilaia (che per convenzione faremo somigliare a James Doohan più o meno all'età in cui viene cagato fuori dal teletrasporto in Star Trek The Next Generation).
Nulla li avrebbe preparati alla sorpresa di quando, due anni dopo, si sarebbero ritrovati nel campo di addestramento in Siberia, entrambi in corsa per diventare letali, efficienti e affilatissimi killer.

TOC-TOC
Il momento è rotto da qualcuno che bussa alla porta della camera dell'albergo Tresette con la Piera.
— Sì?
— Service!
— Dannazione, questi camerieri del cavolo! Mai una volta puntuali, e stavolta... Arrivo, arrivo!
Giovanni si alza dal letto rivestendosi e si dirige spazientito alla porta.
Guarda nello spioncino: è il cameriere con la cena; apre la porta ed entra col carrello.
— Buonasera, signore.
— Buonasera, lasci pure lì grazie.
L'uomo entra e con stupore nota che Giovanni è in compagnia; lascia il carrello e prima di andarsene guarda Giovanni schiarendosi lievemente la voce.
— E-ehm.
— La mancia? Oh, ma certo; e non importa che aspettavo la cena un'ora fa.
— Problemi con i fornelli, signore.
Giovanni dà le spalle per un attimo al cameriere:
— Dovrei avere lasciato qua nella tasca della giacca qualche spiccio e...
Uno sparo improvviso e violento congela l'attimo. Giovanni si gira di scatto e si accorge che tutto è già avvenuto.
L'uomo (che per convenzione faremo somigliare a Patrick Stewart, anche lui nel periodo The Next Generation) giace sulla moquette con un foro di proiettile alla tempia, un'arma in mano.
Ada, sul bordo del letto, con la sua pistola ancora fumante grida: — Giovanni!
— Diavolo! Non è un cameriere, è il sicario del Dott. Cagnozzo, Ada stai bene?
— Sì, grazie.
I due si abbracciano.
— Che è successo Ada?
— Mentre eri girato per cercare la mancia, stava per fare la pelle a entrambi; probabilmente non sapeva io fossi un killer o avrebbe escogitato un piano migliore.
— Ci toccherà uscire di qua al più presto, prima che si riempia di curiosi. Almeno, il sicario che attendevo è un problema risolto.
— Temo non sia il sicario del dottor Cagnozzo, Giovanni.
— Come dici?
I due si accovacciano vicino al cadavere. Nella tasca della giacca un biglietto da visita.

Lorenzo Calamandrei, killer professionista part-time per la Tana del Leviatano.

— La Tana?!? Che cosa vogliono da noi?
— Giovanni, devo parlarti, ci sono delle cose che devi sapere.
— Me le dirai Ada, dobbiamo trovare un posto sicuro, ma poi avrai tutto il tempo per spiegare. Prendiamo le nostre cose ed usciamo.
I due raccattano vestiti ed effetti personali e Ada prima di andare, lascia scivolare con faccia disgustata il suo biglietto da visita sul cadavere. Il codice d'onore dellla Tana, richiedeva che non vi fosse anonimato nelle uccisioni eseguite dai propri killer.

Ada Cervetti - Professional KIller e Tagliagole rapida, ufficio sinistri e sopraffazioni, Tana del Leviatano".

Entrambi si lanciano con agile noncuranza dalla finestra, volando per venti metri buoni ed atterrando incolumi.
— Presto, di qua — E lasciano il luogo del misfatto con la stessa rapidità con cui Giampiero Galeazzi si avventa su un supplì.
Camminando alcuni minuti dopo tra le vie del centro, sottobraccio, i due hanno tempo di parlare.
— Cos'è questa storia della Tana?
— Giovanni, vedi, sono venuta a cercarti perchè sapevo che loro avrebbero cercato te. Ti cercano. Cercano entrambi.
— E perché? Cosa vogliono ora da noi? Non basta loro aver traviato per sempre due ragazzi? Aspetta un attimo... Da quando eri sulle mie tracce, perchè non ti sei fatta viva prima? Qualcosa non torna.
— Lo so, Giovanni, lo so, è tutto così difficile. Non ti ho cercato prima perché ero... loro prigioniera. Lo sono stata per quattro anni.
— Mio dio, Ada, è terribile. Tutto questo tempo sei stata reclusa??
— Ora ti spiego tutto: cinque anni fa, come ricorderai, finito il Master in Strangolamento Veloce presso la Tana del Leviatano, scelsi di lavorare ancora per loro. Di gonzi da uccidere è pieno il mondo, io avevo bisogno di denaro e i rischi non erano poi tanto superiori a quelli di un posto qualunque, con tutte le morti sul lavoro di cui si sente.
Come ben sai, noi tutti eravamo esposti ad alte dosi di plastimetapolimeroidi per sviluppare le nostre capacità ESP, ma un giorni venni a conoscenza di un piano per creare bambini in vitro che già dai primi mesi venivano abituati a piccole dosi del reagente. E quella era solo la punta di un iceberg che quello del Titanic sembrava un Calippo Fizz Cola. Decisi di non starci, decisi di esplicitare il mio dissenso, nonostante fossimo solo numeri, per loro.
— Bastardi, avidi e malefici — mormora digrignando i denti Giovanni.
— A quel punto, le cose peggiorarono istantaneamente, divenni una fuggitiva e scelsi di nascondermi da loro, però, alla fine, mi trovarono comunque, la Tana si estende in tutti i gangli del mondo in cui viviamo.
Mi tennero segregata per mesi per cancellare le informazioni che avevo ottenuto, ma gli allenamenti cui ci avevano sottoposto fecero il loro effetto. Non dimenticai, non ebbi rimorso per le mie scelte, non emisi neanche un lamento quando il carceriere (che per convenzione faremo somigliare a Robert Picardo in Star Trek Voyager) mi torturava.
Ti ho cercato perché una volta evasa, un mese fa, ho scoperto che siamo entrambi sulla loro lista nera. Mi chiedo cosa puoi aver fatto tu.
— Non lo so Ada — Una lacrima riga il volto di Giovanni che può solo stringere al petto la ragazza.
— Anch'io devo dirti una cosa Ada. Tempo fa, appena di ritorno dalla Siberia, vidi una scena terribile nella mia mente. Vivevo nella testa di una tua vittima e ti ho visto mentre premevi il grilletto proprio uccidendomi. Non mi spiegai ai tempi il motivo, ma ovviamente le alte somministrazioni di plastimetapolimeroidi potrebbero aver sbloccato altre facoltà latenti della mia mente. Mi chiesi come avessi potuto vedere una scena di una tua vittima? Stavo forse diventando pazzo? Al momento fui sollevato di vederti viva, ma non avendo la certezza che si trattasse di realtà ho vissuto fino ad ora col dubbio. E con la paura. Con la paura che tu non fossi mai esistita, con la paura di averti immaginato per una vita intera, come Marla e Tyler. Ma prima quando abbiamo fatto l'amore, o almeno ci abbiamo provato interrotti dal killer che somigliava al capo degli X-Men, dei ricordi sono riaffiorati. Tu sei vera. La guerra è vera. La Tana è vera. E quelle sigarette di Alfredo erano terribili. E lui era uguale a Scotty quando lo tirano fuori dal teletrasporto da vecchio.

Una risata rilassante tra i due accompagna una lieve brezza di inizio Settembre.

— A dire il vero, non è la prima volta che mi capita.
— In che senso, Giovanni?
— Sì, altre volte ho visto scene simili o di ricordi altrui. Mi chiedo cosa diavolo mi succede....
— Ora siamo assieme Giovanni, nessuno ci fermerà, vedrai! Siamo una coppia di fottutissimi killer con poteri ESP, la Tana non ci avrà mai.
Poi un lampo e il giovane si accascia, in mezzo ad una piazza animata da turisti.
Piegato sulle ginocchia, Giovanni rivede, secondo per secondo, la scena in cui Ada uccide il killer-cameriere, ma dal punto di vista del morto.
Il sicario entra nella camera d'albergo. Il momento della mancia. L'attimo in cui sta per tirar fuori l'arma dalla fondina. Con la coda dell'occhio vede che la ragazza sotto le lenzuola estrae l'arma prima di lui. Un frontale tra un Tir e la sua testa. Poi buio. Buio e lentamente l'abbraccio di Ada lo riporta, ancora una volta, al mondo vero.
— Giovanni! Stai bene?
— Sì, sto bene, ho... ho rivisto la scena dell'albergo. Ero... dentro la testa del cameriere. Tu... mi hai sparato.
Una bella donna dai capelli rossi (per convenzione uguale spiccicata a Gates McFadden, la bella dottoressa Crusher di ST The Next Generation) (oggi c'ho 'sta fissa qua ndMe) abbandona le borse della spesa e si avvicina per prestare soccorso.
— Si sente male? Posso aiutarla, sono medico!
— No, grazie. Davvero, non serve, Ada andiamo.
— ... Ma, ne è sicuro?
— Sì e grazie, Ada andiamo.
I due si allontanano veloci cercando di attirare meno sguardi possibili.

— Giovanni, senti. Andiamo a prenderci un boccone, ti va? Mangiamo qualcosa e scappiamo da tutto questo, ora abbiamo anche un altro compito che ci attende: dobbiamo scoprire perché vedi i ricordi delle mie vittime.
Su un viale con la ghiaia bella fina ai lati e le torce alla citronella di scarsa qualità, che appestavano l'aria dando al contempo un sapore delizioso alla cena della zanzare, la coppia si avvia mano nella mano verso l'osteria Gigi il Troione.
Giovanni si lascia alle spalle la calamita di Pikachu, che cade senza vita tra la ghiaia.
— Perché, chiede Ada?
— Ora che tutti giocano a Pokemon GO il joke ha perso di slancio — dice attaccando alla propria arma un magnete di Arale.
Una nuova avventura è cominciata.

Dopo qualche secondo, dita snelle e con smalto argento sulle unghie, raccolgono il Pikachu abbandonato sulla ghiaia. La bella dottoressa che poco prima li aveva soccorsi si porta una mano all'orecchio, fissando con occhi di falco l'ingresso dell'osteria, e sussurra:
— Bonnie e Clyde sono sotto il sole. Ripeto. Bonnie e Clyde sono sotto il sole.

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Storia di una carriera

July 6, 2016 kroy

In origine erano i Posillipo Connection. Brani neo melodici napoletani in chiave brutal.
Sono poi arrivati i Goods at nothing con i loro pezzi che ricordavano un mix tra i
Babyshambles e Paola Turci. Non è durata.
Dopo le prime esperienze, anni di intense prove seguono con i Cannibal AnyBall, i Dismembering Mom and Ideas, gli And the creamery?, i Pindaric Fly, gli I don't have will, i Drowning Kittens ed i NeoPlastic.

Qualcosa non torna. Sembra impossibile per me suonare il basso in una band per troppo tempo: l'elemento umano gioca a sfavore quando condividi gli spazi con la band all'inverso (la cucina nel momento del bagno ed il bagno nel momento della cucina; qualsiasi cosa immaginiate); gli altri finiscono poi col dirti senza troppe cerimonie "sei ritmico, ma hai rotto i coglioni" se tamburelli sotto il tavolo mentre si gioca a Hero Quest.

I mesi passano e nemmeno la militanza in band come Jacks Daniel, Tiger against Tiger against Tiger, Kill Therapy e Anarupuraggu riesce a calmare la mia sete di musica viva, di strada, ribelle... e con ogni band finisce, come con ogni storia d'amore.
Riesco ad abbandonare i palchi amatoriali definitivamente nel 1999, a soli 17 anni, quando formo con Armando Asincro, i Lost the Keys.
L'Asincro, noto per i debiti contratti nelle sale VLT e per la sua dichiarata dipendenza dai Mikado alla fragola, era un abile polistrumentista, tecnico del suono ed etichetta discografica (Lui proprio. Era etichetta. Non so). Soleva suonare per i nostri brani orchestrali chitarra, piano, clarinetto, sax, triangolo, batteria contemporaneamente, in presa diretta. Volendo faceva i cori.
Il progetto rimane in piedi per 14 fruttuosissimi mesi, ma poi le divergenze artistiche si fanno sentire dopo la pubblicazione del singolo "When the other fuck changed the title?", che rivela al grande pubblico irrisolte questioni intestine tra noi due (o tre. O quattro. O cinque, difficile stabilire data la poliedricità di Asincro). Il successo viene infine raggiunto con i Watching Poles - che mi curavano attentamente da mesi con un misto di appostamenti e ripetute ingiunzioni di sfratto fasulle - e il tour mondiale che segue chiamato "Why there's always an old man staring at you while doing street repairs".

Episodi di isteria di massa nelle Filippine dopo i vari Sold-out.

I Watching Poles sono ancora adesso considerati una tra le prime 100 rock band migliori di tutti i tempi e gli unici ad aver suonato nella foresta amazzonica senza corrente elettrica (Watching Poles - LIVE Unplugged at Manaus, Farabutti Edizioni).
(Voci non confermate parlano di una missiva consegnata in extremis dal sindaco di Manaus che intimava la rimozione del set di piatti della batteria e delle pelli - rimanevano giusto il sellino e le bacchette - per non disturbare le rarissime e sensibilissime alzavole della puna, in quei giorni abbondanti nei cieli amazzonici. Ndr).

Un breve cammeo è rappresentato dalla mia partecipazione al film "Rogoredo's road" di Egidio Improbabili; storie di band di artisti confusi, liberi e incazzati della sud-coast Meneghina (il mio ruolo comunque è minimo: il film dopo i primi tre quarti d'ora passa al backstage e la regia si concentra troppo sui sorrisi imbarazzati dello staff ai gabinetti e troppo poco sulla rabbia dei giovani artisti, scoperti varie volte a sabotare per disperazione il set; comunque poi tutti capiscono che è sbagliato e non lo rifanno). Alla fine della mia carriera, suono prima con gli E-Mage, gruppo cover dei Luna Sea, una band Visual giapponese, i BorderRock, pezzi italiani (belli ma dopo un po' vasco ti sembra Tchaikovsky) ed i Tapaico, grunge alternative del milanese che non mi va di scherzarci perchè spakkavamo. Attualmente sono impegnato in un progetto stoner alternative precedentemente noto come Modest Athology, ma il cambio di line-up avvenuto nel 2015 ancora ne impegna i membri e relative gonadi.

Aggiornamento al primo Febbrario duemilasedici
Anche l'ultimo batterista c'ha lasciati, sono a spassoo.