Storia di una carriera

July 6, 2016

In origine erano i Posillipo Connection. Brani neo melodici napoletani in chiave brutal.
Sono poi arrivati i Goods at nothing con i loro pezzi che ricordavano un mix tra i
Babyshambles e Paola Turci. Non è durata.
Dopo le prime esperienze, anni di intense prove seguono con i Cannibal AnyBall, i Dismembering Mom and Ideas, gli And the creamery?, i Pindaric Fly, gli I don't have will, i Drowning Kittens ed i NeoPlastic.

Qualcosa non torna. Sembra impossibile per me suonare il basso in una band per troppo tempo: l'elemento umano gioca a sfavore quando condividi gli spazi con la band all'inverso (la cucina nel momento del bagno ed il bagno nel momento della cucina; qualsiasi cosa immaginiate); gli altri finiscono poi col dirti senza troppe cerimonie "sei ritmico, ma hai rotto i coglioni" se tamburelli sotto il tavolo mentre si gioca a Hero Quest.

I mesi passano e nemmeno la militanza in band come Jacks Daniel, Tiger against Tiger against Tiger, Kill Therapy e Anarupuraggu riesce a calmare la mia sete di musica viva, di strada, ribelle... e con ogni band finisce, come con ogni storia d'amore.
Riesco ad abbandonare i palchi amatoriali definitivamente nel 1999, a soli 17 anni, quando formo con Armando Asincro, i Lost the Keys.
L'Asincro, noto per i debiti contratti nelle sale VLT e per la sua dichiarata dipendenza dai Mikado alla fragola, era un abile polistrumentista, tecnico del suono ed etichetta discografica (Lui proprio. Era etichetta. Non so). Soleva suonare per i nostri brani orchestrali chitarra, piano, clarinetto, sax, triangolo, batteria contemporaneamente, in presa diretta. Volendo faceva i cori.
Il progetto rimane in piedi per 14 fruttuosissimi mesi, ma poi le divergenze artistiche si fanno sentire dopo la pubblicazione del singolo "When the other fuck changed the title?", che rivela al grande pubblico irrisolte questioni intestine tra noi due (o tre. O quattro. O cinque, difficile stabilire data la poliedricità di Asincro). Il successo viene infine raggiunto con i Watching Poles - che mi curavano attentamente da mesi con un misto di appostamenti e ripetute ingiunzioni di sfratto fasulle - e il tour mondiale che segue chiamato "Why there's always an old man staring at you while doing street repairs".

Episodi di isteria di massa nelle Filippine dopo i vari Sold-out.

I Watching Poles sono ancora adesso considerati una tra le prime 100 rock band migliori di tutti i tempi e gli unici ad aver suonato nella foresta amazzonica senza corrente elettrica (Watching Poles - LIVE Unplugged at Manaus, Farabutti Edizioni).
(Voci non confermate parlano di una missiva consegnata in extremis dal sindaco di Manaus che intimava la rimozione del set di piatti della batteria e delle pelli - rimanevano giusto il sellino e le bacchette - per non disturbare le rarissime e sensibilissime alzavole della puna, in quei giorni abbondanti nei cieli amazzonici. Ndr).

Un breve cammeo è rappresentato dalla mia partecipazione al film "Rogoredo's road" di Egidio Improbabili; storie di band di artisti confusi, liberi e incazzati della sud-coast Meneghina (il mio ruolo comunque è minimo: il film dopo i primi tre quarti d'ora passa al backstage e la regia si concentra troppo sui sorrisi imbarazzati dello staff ai gabinetti e troppo poco sulla rabbia dei giovani artisti, scoperti varie volte a sabotare per disperazione il set; comunque poi tutti capiscono che è sbagliato e non lo rifanno). Alla fine della mia carriera, suono prima con gli E-Mage, gruppo cover dei Luna Sea, una band Visual giapponese, i BorderRock, pezzi italiani (belli ma dopo un po' vasco ti sembra Tchaikovsky) ed i Tapaico, grunge alternative del milanese che non mi va di scherzarci perchè spakkavamo. Attualmente sono impegnato in un progetto stoner alternative precedentemente noto come Modest Athology, ma il cambio di line-up avvenuto nel 2015 ancora ne impegna i membri e relative gonadi.

Aggiornamento al primo Febbrario duemilasedici
Anche l'ultimo batterista c'ha lasciati, sono a spassoo.