MistressChef

July 6, 2016

Quella sera, dagli studi televisivi situati in Via Miele 36, vicino all'alveare 4752, trasmettevano in diretta su tutto il pianeta Terra l'ultima puntata di MistressChef, il nuovo format culinario in cui le aspiranti cuoche si sfidano con i loro piatti davanti ai tre giudici supremi, Kur-La, Broona e Patrixia, tre premiate cuoche professioniste conosciute e apprezzate in tutto il pianeta.
Tutti gli alveari erano in trepidante attesa ed ogni neo-donna pronta a memorizzare ogni dettaglio, per imparare a cucinare per le altre neo-donne quelle leccornie: piatti della cucina terrestre di quanto dominavano i maschi col loro modello di famiglia patriarcale, quindi zuppe, arrosti, insalate, verdure miste, piatti cinesi, italiani, messicani, francesi. L'unica differenza, va notato, è che si faceva abbondante e fantasioso uso della carne di uomini.
Ormai estinti come li conosciamo noi da decenni, gli esseri umani di sesso maschile rimanenti erano congelati come scorta di cibo praticamente infinita e solo saltuariamente ne venivano clonati di nuovi, oppure quando la regina Beyoncè Condoleezza Rice VIII decideva che era il caso di far nascere un uomo. A proposito della regina, anch'ella, pare, avrebbe seguito dagli studi la puntata, nascosta dietro le quinte.
All'interno dello studio, le telecamere già girano ed il pubblico applaude in visibilio.
La concorrente avanza con malcelato orrore, la prova consiste nel proporre tre pietanze a fantasia alle tre gagliarde, luccicanti ed inappellabili giudici.
Da Kur-La (Kur-La Krucco, chef 3 Stelle Neo-Michelin) traspariva solo una certa spocchia, come a dire "il pungiglione ce l'ho solo io" ma va detto che tale aria aristocratica del menga se l'era guadagnata sudando e lavorando nei principali ristoranti del mondo.
Broona Bur-B-yeahri era una chef siciliana con l'aspetto da chef romagnola. Durante la sua infanzia a Masculo Incaprettau (città precedentemente nota come Palermo), i maschi li facevano sott'aceto già da prima che venne introdotta la nuova neo-costituzione (e si aggiornassero i menu di tutto il pianeta). Una profonda sapienza culinaria la legava alla cucina tradizionale umana e quella neo-femminile.
Patrixia era italo-americana e conservava di Italia e USA rispettivamente solo la fastidiosa tendenza a commiserarsi per ogni due cazzate e l'arroganza di chi giudica chi si commisera per ogni due cazzate. E questi erano i pregi. Il risultato era comunque un po' schizofrenico e rendeva Patrixia Basty Unich un personaggio un pelo-pelo-pelo sopra le righe.
Patrixia avanza a ritmo dei suoi tacchi diciassette con le sue sopracciglia lunghe tanto da ricongiungersi con la frangetta e il pungiglione con i colori degli States, squadrando la concorrente che già aveva messo i tre piatti sull'alzata e attendeva nervosa non avendo di meglio da fare che ansiogenarsi per il troppo o poco sale. Si ferma e la fissa negli occhi, con un lieve sorriso.
"Cosa ci hai preparato Amanda?"
"Per primo, vi ho preparato delle fettuccine di uomo, con ragu di carni diverse e funghi shiitake".
"Come sono fatte? Ed il ragù?"
"Le fettuccine sono fatte di farina di ossa di uomo, acqua, uovo, un pizzico di sale; il ragù è composto da tre carni diverse (manzo, maiale, uomo) e cotto per 2 ore, gli shiitake trifolati e aggiunti per ultimo".
Patrixia porta la forchetta alla bocca.
"Buono, Poi cos'altro hai portato?"
"Per secondo, un arrosto di vitello con ripieno di spinaci, cipolle borretane, pecorino, trita di uomo, aglio, zenzero, maggiorana, menta, paprika".
Patrixia mastica con un sorriso sorpreso e Amanda tira un sospiro di sollievo, ma ad un tratto le sopracciglia della cuoca professionista si inarcano e la smorfia che segue è per Amanda segnale che qualcosa non va.
"C'E' UN PELO!"
"... Ma... ma... " Amanda boccheggia "non me lo so spiegare, eppure l'ho pulito bene" "AH, L'hai pulito bene, eh? E se l'hai rasato come si deve, questo cos'è?"
Tirato fuori dalla regale bocca della giudice e posto in tutta la sua lunghezza davanti agli occhi della concorrente, lo spesso pelo rosso pare lamentarsi anch'esso con Amanda. Pelo fulvo di maschio umano.
"Io... sono dispiaciuta Patrixia, pensavo di aver controllato bene, ma la carne di uomo è così difficile da trattare e c'hanno peli ovunque! dio mio, non sono come noi che li abbiamo solo lì lì e lì, e..."
"Pochi cazzati" dice Patrixia non riuscendo a controllare il suo arruginito italiano quando è nervosa, "non mi diri palle, ora fammi vederi il piatto ultimo, dai!".
Amanda deglutisce e indicando l'ultima portata inizia a descrivere il piatto.
"Beh, allora, qui abbiamo una gelatina al gusto di mango, con ribes neri e spolverata di cumino, semi di finocchio e menta".
"Come hai fatto la gelatina?"
"L'ho fatta bollendo gli avanzi delle carne di uomo che ho usato per i due piatti e poi lasciando raffreddare"
"Mi devo complimentari con te per l'utilizzo degli ingredienti, ma io mi sto chiedendo (calmandosi, l'italiano di Patrixia ritorna a livelli di decenza minimi), se non sto attenta mi ritrovo un altro pelo? Vuoi che faccia palla di pelo come gatti? Tua mamma ha deciso di metterti al mondo perchè ha perso una scommessa?" (scusi maestro Crozza)
"No, no, sono certa che il pelo è stata solo una tragica eccezione, per la gelatina ho usato solo le ossa e le parti più interne!"
Il pubblico di donne-api intente a trattenere il respiro, il calore dei riflettori e la tensione di trovarsi davanti alle tre supreme giudici, facevano sudare copiosamente Amanda che aveva voglia soltanto di ronzare via di corsa dagli studi televisivi, senza più chiedersi cosa diavolo l'avesse convinta a partecipare a Mistresschef, ora che i piatti giudicati erano i suoi.
Patrixia chiude gli occhi e assaggia la gelatina.
"Questo piatto... Questo piatto mi ricorda quando con mia nonna ero piccola, andavamo a caccia fuori alle bocciofile per cacciare le prede più coriaci (sic), proprio coriaci di pelle, poi mi nonni mi preparave la gelatini di carrube fatta con brodo di uomo. Bravi Amanda!"
Amanda sospira emettendo un breve ronzio, si aggiusta le antenne dietro le orecchie e soddisfatta e un po' tranquilizzata, si prepara al giudizio di Kur-La e Broona, che la squadrano autoritarie come camionisti che han trovato chiusi tutti gli l'Autogrill.
Kur-La e Broona si avvicinano, con sorpresa di tutti, assieme, decise evidentemente a esprimere il giudizio nella stessa sessione, chi lo sa, forse per fame eccessiva (Broona era pure golosa di peli), forse per sadismo verso la povera Amanda, certamente per permettere al sottoscritto di concludere brevemente.

(continua)

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La vignetta

July 6, 2016
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Storia di una carriera

July 6, 2016

In origine erano i Posillipo Connection. Brani neo melodici napoletani in chiave brutal.
Sono poi arrivati i Goods at nothing con i loro pezzi che ricordavano un mix tra i
Babyshambles e Paola Turci. Non è durata.
Dopo le prime esperienze, anni di intense prove seguono con i Cannibal AnyBall, i Dismembering Mom and Ideas, gli And the creamery?, i Pindaric Fly, gli I don't have will, i Drowning Kittens ed i NeoPlastic.

Qualcosa non torna. Sembra impossibile per me suonare il basso in una band per troppo tempo: l'elemento umano gioca a sfavore quando condividi gli spazi con la band all'inverso (la cucina nel momento del bagno ed il bagno nel momento della cucina; qualsiasi cosa immaginiate); gli altri finiscono poi col dirti senza troppe cerimonie "sei ritmico, ma hai rotto i coglioni" se tamburelli sotto il tavolo mentre si gioca a Hero Quest.

I mesi passano e nemmeno la militanza in band come Jacks Daniel, Tiger against Tiger against Tiger, Kill Therapy e Anarupuraggu riesce a calmare la mia sete di musica viva, di strada, ribelle... e con ogni band finisce, come con ogni storia d'amore.
Riesco ad abbandonare i palchi amatoriali definitivamente nel 1999, a soli 17 anni, quando formo con Armando Asincro, i Lost the Keys.
L'Asincro, noto per i debiti contratti nelle sale VLT e per la sua dichiarata dipendenza dai Mikado alla fragola, era un abile polistrumentista, tecnico del suono ed etichetta discografica (Lui proprio. Era etichetta. Non so). Soleva suonare per i nostri brani orchestrali chitarra, piano, clarinetto, sax, triangolo, batteria contemporaneamente, in presa diretta. Volendo faceva i cori.
Il progetto rimane in piedi per 14 fruttuosissimi mesi, ma poi le divergenze artistiche si fanno sentire dopo la pubblicazione del singolo "When the other fuck changed the title?", che rivela al grande pubblico irrisolte questioni intestine tra noi due (o tre. O quattro. O cinque, difficile stabilire data la poliedricità di Asincro). Il successo viene infine raggiunto con i Watching Poles - che mi curavano attentamente da mesi con un misto di appostamenti e ripetute ingiunzioni di sfratto fasulle - e il tour mondiale che segue chiamato "Why there's always an old man staring at you while doing street repairs".

Episodi di isteria di massa nelle Filippine dopo i vari Sold-out.

I Watching Poles sono ancora adesso considerati una tra le prime 100 rock band migliori di tutti i tempi e gli unici ad aver suonato nella foresta amazzonica senza corrente elettrica (Watching Poles - LIVE Unplugged at Manaus, Farabutti Edizioni).
(Voci non confermate parlano di una missiva consegnata in extremis dal sindaco di Manaus che intimava la rimozione del set di piatti della batteria e delle pelli - rimanevano giusto il sellino e le bacchette - per non disturbare le rarissime e sensibilissime alzavole della puna, in quei giorni abbondanti nei cieli amazzonici. Ndr).

Un breve cammeo è rappresentato dalla mia partecipazione al film "Rogoredo's road" di Egidio Improbabili; storie di band di artisti confusi, liberi e incazzati della sud-coast Meneghina (il mio ruolo comunque è minimo: il film dopo i primi tre quarti d'ora passa al backstage e la regia si concentra troppo sui sorrisi imbarazzati dello staff ai gabinetti e troppo poco sulla rabbia dei giovani artisti, scoperti varie volte a sabotare per disperazione il set; comunque poi tutti capiscono che è sbagliato e non lo rifanno). Alla fine della mia carriera, suono prima con gli E-Mage, gruppo cover dei Luna Sea, una band Visual giapponese, i BorderRock, pezzi italiani (belli ma dopo un po' vasco ti sembra Tchaikovsky) ed i Tapaico, grunge alternative del milanese che non mi va di scherzarci perchè spakkavamo. Attualmente sono impegnato in un progetto stoner alternative precedentemente noto come Modest Athology, ma il cambio di line-up avvenuto nel 2015 ancora ne impegna i membri e relative gonadi.

Aggiornamento al primo Febbrario duemilasedici
Anche l'ultimo batterista c'ha lasciati, sono a spassoo.

A New Hope

April 6, 2016
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