September 6, 2016
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Spy Story Episodio 3 - Boulevard of Broken Dreams
⇠ Episodio 2 |

Tra un bacio e una carezza, i ricordi riaffiorano rapidamente. Giovanni ricorda la volta in cui lui e Ada adolescenti si scambiano l'ingenua promessa di stare per sempre assieme, nonostante entrambi stiano per lasciare il luogo in cui sono cresciuti come fratello e sorella. O quando si nascondevano nel fienile a fumare le sigarette rubate ad Alfredo, il proprietario della porcilaia (che per convenzione faremo somigliare a James Doohan più o meno all'età in cui viene cagato fuori dal teletrasporto in Star Trek The Next Generation).
Nulla li avrebbe preparati alla sorpresa di quando, due anni dopo, si sarebbero ritrovati nel campo di addestramento in Siberia, entrambi in corsa per diventare letali, efficienti e affilatissimi killer.

TOC-TOC
Il momento è rotto da qualcuno che bussa alla porta della camera dell'albergo Tresette con la Piera.
— Sì?
— Service!
— Dannazione, questi camerieri del cavolo! Mai una volta puntuali, e stavolta... Arrivo, arrivo!
Giovanni si alza dal letto rivestendosi e si dirige spazientito alla porta.
Guarda nello spioncino: è il cameriere con la cena; apre la porta ed entra col carrello.
— Buonasera, signore.
— Buonasera, lasci pure lì grazie.
L'uomo entra e con stupore nota che Giovanni è in compagnia; lascia il carrello e prima di andarsene guarda Giovanni schiarendosi lievemente la voce.
— E-ehm.
— La mancia? Oh, ma certo; e non importa che aspettavo la cena un'ora fa.
— Problemi con i fornelli, signore.
Giovanni dà le spalle per un attimo al cameriere:
— Dovrei avere lasciato qua nella tasca della giacca qualche spiccio e...
Uno sparo improvviso e violento congela l'attimo. Giovanni si gira di scatto e si accorge che tutto è già avvenuto.
L'uomo (che per convenzione faremo somigliare a Patrick Stewart, anche lui nel periodo The Next Generation) giace sulla moquette con un foro di proiettile alla tempia, un'arma in mano.
Ada, sul bordo del letto, con la sua pistola ancora fumante grida: — Giovanni!
— Diavolo! Non è un cameriere, è il sicario del Dott. Cagnozzo, Ada stai bene?
— Sì, grazie.
I due si abbracciano.
— Che è successo Ada?
— Mentre eri girato per cercare la mancia, stava per fare la pelle a entrambi; probabilmente non sapeva io fossi un killer o avrebbe escogitato un piano migliore.
— Ci toccherà uscire di qua al più presto, prima che si riempia di curiosi. Almeno, il sicario che attendevo è un problema risolto.
— Temo non sia il sicario del dottor Cagnozzo, Giovanni.
— Come dici?
I due si accovacciano vicino al cadavere. Nella tasca della giacca un biglietto da visita.

Lorenzo Calamandrei, killer professionista part-time per la Tana del Leviatano.

— La Tana?!? Che cosa vogliono da noi?
— Giovanni, devo parlarti, ci sono delle cose che devi sapere.
— Me le dirai Ada, dobbiamo trovare un posto sicuro, ma poi avrai tutto il tempo per spiegare. Prendiamo le nostre cose ed usciamo.
I due raccattano vestiti ed effetti personali e Ada prima di andare, lascia scivolare con faccia disgustata il suo biglietto da visita sul cadavere. Il codice d'onore dellla Tana, richiedeva che non vi fosse anonimato nelle uccisioni eseguite dai propri killer.

Ada Cervetti - Professional KIller e Tagliagole rapida, ufficio sinistri e sopraffazioni, Tana del Leviatano".

Entrambi si lanciano con agile noncuranza dalla finestra, volando per venti metri buoni ed atterrando incolumi.
— Presto, di qua — E lasciano il luogo del misfatto con la stessa rapidità con cui Giampiero Galeazzi si avventa su un supplì.
Camminando alcuni minuti dopo tra le vie del centro, sottobraccio, i due hanno tempo di parlare.
— Cos'è questa storia della Tana?
— Giovanni, vedi, sono venuta a cercarti perchè sapevo che loro avrebbero cercato te. Ti cercano. Cercano entrambi.
— E perché? Cosa vogliono ora da noi? Non basta loro aver traviato per sempre due ragazzi? Aspetta un attimo... Da quando eri sulle mie tracce, perchè non ti sei fatta viva prima? Qualcosa non torna.
— Lo so, Giovanni, lo so, è tutto così difficile. Non ti ho cercato prima perché ero... loro prigioniera. Lo sono stata per quattro anni.
— Mio dio, Ada, è terribile. Tutto questo tempo sei stata reclusa??
— Ora ti spiego tutto: cinque anni fa, come ricorderai, finito il Master in Strangolamento Veloce presso la Tana del Leviatano, scelsi di lavorare ancora per loro. Di gonzi da uccidere è pieno il mondo, io avevo bisogno di denaro e i rischi non erano poi tanto superiori a quelli di un posto qualunque, con tutte le morti sul lavoro di cui si sente.
Come ben sai, noi tutti eravamo esposti ad alte dosi di plastimetapolimeroidi per sviluppare le nostre capacità ESP, ma un giorni venni a conoscenza di un piano per creare bambini in vitro che già dai primi mesi venivano abituati a piccole dosi del reagente. E quella era solo la punta di un iceberg che quello del Titanic sembrava un Calippo Fizz Cola. Decisi di non starci, decisi di esplicitare il mio dissenso, nonostante fossimo solo numeri, per loro.
— Bastardi, avidi e malefici — mormora digrignando i denti Giovanni.
— A quel punto, le cose peggiorarono istantaneamente, divenni una fuggitiva e scelsi di nascondermi da loro, però, alla fine, mi trovarono comunque, la Tana si estende in tutti i gangli del mondo in cui viviamo.
Mi tennero segregata per mesi per cancellare le informazioni che avevo ottenuto, ma gli allenamenti cui ci avevano sottoposto fecero il loro effetto. Non dimenticai, non ebbi rimorso per le mie scelte, non emisi neanche un lamento quando il carceriere (che per convenzione faremo somigliare a Robert Picardo in Star Trek Voyager) mi torturava.
Ti ho cercato perché una volta evasa, un mese fa, ho scoperto che siamo entrambi sulla loro lista nera. Mi chiedo cosa puoi aver fatto tu.
— Non lo so Ada — Una lacrima riga il volto di Giovanni che può solo stringere al petto la ragazza.
— Anch'io devo dirti una cosa Ada. Tempo fa, appena di ritorno dalla Siberia, vidi una scena terribile nella mia mente. Vivevo nella testa di una tua vittima e ti ho visto mentre premevi il grilletto proprio uccidendomi. Non mi spiegai ai tempi il motivo, ma ovviamente le alte somministrazioni di plastimetapolimeroidi potrebbero aver sbloccato altre facoltà latenti della mia mente. Mi chiesi come avessi potuto vedere una scena di una tua vittima? Stavo forse diventando pazzo? Al momento fui sollevato di vederti viva, ma non avendo la certezza che si trattasse di realtà ho vissuto fino ad ora col dubbio. E con la paura. Con la paura che tu non fossi mai esistita, con la paura di averti immaginato per una vita intera, come Marla e Tyler. Ma prima quando abbiamo fatto l'amore, o almeno ci abbiamo provato interrotti dal killer che somigliava al capo degli X-Men, dei ricordi sono riaffiorati. Tu sei vera. La guerra è vera. La Tana è vera. E quelle sigarette di Alfredo erano terribili. E lui era uguale a Scotty quando lo tirano fuori dal teletrasporto da vecchio.

Una risata rilassante tra i due accompagna una lieve brezza di inizio Settembre.

— A dire il vero, non è la prima volta che mi capita.
— In che senso, Giovanni?
— Sì, altre volte ho visto scene simili o di ricordi altrui. Mi chiedo cosa diavolo mi succede....
— Ora siamo assieme Giovanni, nessuno ci fermerà, vedrai! Siamo una coppia di fottutissimi killer con poteri ESP, la Tana non ci avrà mai.
Poi un lampo e il giovane si accascia, in mezzo ad una piazza animata da turisti.
Piegato sulle ginocchia, Giovanni rivede, secondo per secondo, la scena in cui Ada uccide il killer-cameriere, ma dal punto di vista del morto.
Il sicario entra nella camera d'albergo. Il momento della mancia. L'attimo in cui sta per tirar fuori l'arma dalla fondina. Con la coda dell'occhio vede che la ragazza sotto le lenzuola estrae l'arma prima di lui. Un frontale tra un Tir e la sua testa. Poi buio. Buio e lentamente l'abbraccio di Ada lo riporta, ancora una volta, al mondo vero.
— Giovanni! Stai bene?
— Sì, sto bene, ho... ho rivisto la scena dell'albergo. Ero... dentro la testa del cameriere. Tu... mi hai sparato.
Una bella donna dai capelli rossi (per convenzione uguale spiccicata a Gates McFadden, la bella dottoressa Crusher di ST The Next Generation) (oggi c'ho 'sta fissa qua ndMe) abbandona le borse della spesa e si avvicina per prestare soccorso.
— Si sente male? Posso aiutarla, sono medico!
— No, grazie. Davvero, non serve, Ada andiamo.
— ... Ma, ne è sicuro?
— Sì e grazie, Ada andiamo.
I due si allontanano veloci cercando di attirare meno sguardi possibili.

— Giovanni, senti. Andiamo a prenderci un boccone, ti va? Mangiamo qualcosa e scappiamo da tutto questo, ora abbiamo anche un altro compito che ci attende: dobbiamo scoprire perché vedi i ricordi delle mie vittime.
Su un viale con la ghiaia bella fina ai lati e le torce alla citronella di scarsa qualità, che appestavano l'aria dando al contempo un sapore delizioso alla cena della zanzare, la coppia si avvia mano nella mano verso l'osteria Gigi il Troione.
Giovanni si lascia alle spalle la calamita di Pikachu, che cade senza vita tra la ghiaia.
— Perché, chiede Ada?
— Ora che tutti giocano a Pokemon GO il joke ha perso di slancio — dice attaccando alla propria arma un magnete di Arale.
Una nuova avventura è cominciata.

Dopo qualche secondo, dita snelle e con smalto argento sulle unghie, raccolgono il Pikachu abbandonato sulla ghiaia. La bella dottoressa che poco prima li aveva soccorsi si porta una mano all'orecchio, fissando con occhi di falco l'ingresso dell'osteria, e sussurra:
— Bonnie e Clyde sono sotto il sole. Ripeto. Bonnie e Clyde sono sotto il sole.

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July 6, 2016
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Spy Story Episodio 2 - Strange kind of Woman
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Giovanni suda. Tornato da pochi giorni dal suo addestramento in Siberia, trova il clima autunnale di Lodi fin troppo caldo.
Si asciuga con un fazzoletto la fronte imperlata di sudore e torna a guardare nel mirino.
La vittima è un influente imprenditore locale che senza sapere di essere osservato, si muove avanti e indietro nel suo lussuoso open space. La missione è semplice per un fuoriclasse come lui. Uccidere il suo uomo facendo sembrare il tutto un incidente.

Ancora sotto shock per il ritardo di diciannove ore del volo Alitalia dalla Siberia, che faceva sembrare le lotte a mani nude con gli orsi polari una non-stop di episodi dei Teletubbies, il killer combatte per tenere la mente sul suo compito e valuta pro e contro di tutti i modi in cui compiere il suo macabro dovere: potrebbe sparare un proiettile di gomma quando la vittima pulisce l'arma per simulare un colpo partito accidentalmente, oppure attendere che esca per strada e mirare a qualcosa che cada fatalmente sulla sua testa o avvicinarlo fingendosi una prostituta e inscenare dopo averlo strangolato un brutal face sitting troppo focoso. Tutte soluzioni praticabili.
Poi una luce lo avvolge, lo circonda ed il corpo lo abbandona. Non capisce come, ma tutto d'un tratto non è più lui. E' un altro. Si trova in una camera ed ha paura e soffre per le pallottole che ha nelle gambe. Indietreggia sul pavimento, lasciando una scia angosciante di sangue dietro di lui, il terrore lo fa allontanare da qualcuno, qualcuno che lo insegue, nella penombra di quella stanza. L'aggressore fa qualche passo verso la luce e mentre ricarica l'arma per finire il lavoro svela parte del suo viso. E' una donna. Bellissima, coi capelli corti e gli occhi neri. E' Ada.
Ada con fare glaciale ricarica l'arma e spara in viso alla sua vittima.
Giovanni torna con la mente, lucido, al suo imprenditore, al fucile, al volo Alitalia, ai lavandini che gli uomini possono usare come bidet e le donne no (no, questa è un'altra cosa, colpa mia. ndMe).
Cos'era successo? Perchè aveva un ricordo simile? Giovanni avrebbe giurato di aver vissuto davvero quei momenti, quel dolore ed aver visto Ada, pur non avendo mai vissuto nulla di simile. Ada è viva? Non aveva sue notizie da cinque anni. Cos'era successo nella sua mente, di chi era quel ricordo? Possibile che fosse frutto della sua sola immaginazione, magari a causa delle severissime prove cui era stato sottoposto in Siberia?
Sono interrogativi cui vorrebbe dedicare più attenzione, ma il dovere lo chiama con sempre maggiore insistenza, come un bimbo che strattona la mamma perchè il gelato al puffo è franato sui pantaloni del signore col tatuaggio "Charles Manson is God", seduto accanto.
Giovanni mette via il fucile, con cura, riponendo ogni pezzo nella custodia. E' quasi sera.
Tira fuori dal fidato zainetto Invicta una parrucca rossa da donna e calze a rete.
"Vada per il brutal face sitting".

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July 6, 2016
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Spy Story Episodio 1 - I still love you
| Episodio 2 ⇢

Erano ormai le 21.10 e tutto sembrava avvolto da un'aura pericolosamente pacifica.
Dal televisore Maria De Filippi moderava la conversazione tra un grosso contadino di Lugano e una casalinga di Noicattaro in cerca di un compagno fedele che la porti al circolo del burraco senza troppe storie e senza guardare le diciottenni. Una modesta ma ordinata libreria esponeva la sacra Bibbia e la collezione completa di Geppo il diavolo buono.

Giovanni guarda nervosamente l'orologio. "Perchè il servizio in camera è sempre così lento e inaffidabile?"

Una volta dovendo un favore ad un pericoloso sicario di Pugnochiuso, dovette attendere quasi 3 ore per la consegna di due uova strapazzate e un chinotto, tanto che il lavoro al momento dell'arrivo del servizio in camera, era già bello che concluso; lui fuggito dalla finestra, il cameriere pallido in viso come le uova che portava nel vassoio ed il ragionier Filini, riverso nel sangue, reo di aver macchiato l'onore della figlia del boss; due pallottole ben piazzate tra le scapole con a fianco un biglietto da visita (in cartoncino, stampato in un supermarket): "Giovanni Grattini - Professional Killer - Chiuso il Lunedì".

Ancora uno sguardo ansioso all'orologio, già le 21.15. Anche il fedele compagno da polso sembra a disagio con la gestione del tempo, come se avesse passato gli ultimi 5 minuti a fare avanti e indietro con le lancette per puro dispetto.
Lentamente, Giovanni si alza dalla trapunta color latte del letto singolo, si avvicina alla giacca, appoggiata con cura su una sedia lì vicino (perchè il momento della fuga è imprevedibile e la giacca è importante per un killer) ed estrae un astuccio bordeaux in eco-pelle.
Avvicina con aria perplessa e scettica il bocchino della sigaretta elettronica alle labbra asciutte di sete.
"Se hai paura di morire, dovresti smettere di fare il killer" gli diceva sempre sua mamma Abelarda. E proprio non capisce come si era fatto infinocchiare da quella petulante venditrice porta a porta della SSSMM (Smoke Safe Smoke Much More) che vendeva accessori per smettere di fumare ed estintori.
Tutto per salvar vite che (a volte, vuoi il caso) tocca poi a lui di stroncare. Una boccata di aroma alla menta. Inspira, deglutisce.

D'un tratto, un colpo al cuore.
Quel profumo.

Un'onda si leva impetuosa nel suo petto. Non è la sigaretta col suo odore di menta di merda e, mentre lo pensa, sente gocce di sudore sulla tempia ed il corpo reagire a emozioni non proprie dell'istinto omicida, ma piuttosto della speranza e dell'illusione. La speranza è male, per quelli come lui.
Riacquista lucidità . Quel profumo non è immaginazione, è vivo e arrogante come se "Lei" fosse là con lui, nella stanza 14 dell'albergo "Tresette con la Piera". Una fragranza ammaliante di serate d'autunno, primavera ed estate che unendo i loro terpeni danno vita ad una quinta stagione, fatta di sussurri e momenti passati con Lei (l'inverno non ha odori, non rompete. NdMe).
Giovanni lascia posto al suo alter-ego senza scrupoli, appoggia la sigaretta elettronica sul comodino senza fare rumore, estrae la fida arma, sfregiata da tacche sul calcio in madreperla, ma impreziosita da alcuni adesivi dei Pokemon, spegne luce e TV e scalzo, si alza lentamente procedendo verso la porta.
Si concentra sui risultati conseguiti con enormi fatiche nel corso del suo addestramento in Siberia che lo rendono uno degli uomini più pericolosi sotto il metro e sessantotto di altezza. Un passo dopo l'altro, i calzini muniti di silenziatore di Giovanni si avvicinano all'ingresso, collaborando con la moquette verde e pungente perchè non vi siano rumori.
Un predatore.
L'uomo è in pochi attimi con la schiena sulla parete accanto all'uscio, silenzioso a parte i battiti del suo cuore che rimbombano nell'orecchio.
Il profumo è ormai così intenso che quasi lo infastidisce, lo spazientisce, allternando dentro di lui sentimenti primordiali di autoconservazione e affetto. Basta attimi, non ne posso più, ora agisco, pensa Giovanni, ora o mai più! La mano sulla maniglia in ottone si gira, la porta si spalanca ed in poche frazioni di secondo tutto è esposto, chiaro, accessibile.
La paura e la tensione si diradano, come nuvole che scappano da un temporale all'altro.
Lui, Giovanni, lei, Ada, di fronte, coi loro giocattoli pericolosi puntanti minacciosamente alle rispettive fronti, tutto immobile.

Lei sorride. Lui sorride.

Ed un istante dopo, il tempo ha ricominciato a scorrere, la porta è di nuovo chiusa, le pistole innocue abbracciate con amore sulla moquette. Ada lo travolge quasi suo malgrado spingendo entrambi sul letto ed il profumo ormai totalizzante lo avvolge, ricordandogli le notti e le missioni svolte assieme, prima che li separassero, prima della guerra.
Lei lo bacia con forza e Giovanni sente come altre volte prima di allora la mani, la lingua, le labbra di Lei che lo violentano e cercano di inglobarlo, mentre il naso in un incontro di Sumo col suo, spinge irrispettosamente per entrargli in faccia.
L'umido della bocca lo sconvolge e la lucidità lo abbandona e Lei è troppo intrigante e calda e umida e morbida e lui può solo accettare quel che succede, lasciando scorrere gli altri pensieri via (cose come Marco Columbro, il Cluedo di Scooby-Doo ed il sicario incaricato di ucciderlo quella notte, che Giovanni sperava di prendere di sorpresa).
Le mani si accarezzano prima gentilmente poi sempre con più forza, Ada si spoglia fissandolo, palesemente desiderosa dei suoi suadenti colpi di bacino, Giovanni frettoloso di giungere in punti di Lei tanto interni da sentirsi al sicuro da tutto quel dolore.
Durante quel dolce momento d'amplesso sulla trapunta color latte, Giovanni pensa che morire assieme ha un altro sapore e che assieme ad Ada - con Lei sì, è una cazzata, ma sì - in quel momento, può dimenticare la missione ed il terribile rischio che il sicario del Dott. Cagnozzo li possa trovare e freddare assieme, abbracciati, ma non più soli.

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Descrizione dell'immagine

Pikachu: cominci da giovane con Mai Dire Banzai e finisci con un mostro mutante giallo che rompe ogni serietà in un racconto noir.

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